Breve storia del fascismo, di Renzo de Felice

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Sommaire

  1. Riassunto
    1. Mussolini e i Fasci di combattimento
    2. Che cosa è il Fascismo?
    3. La conquista del potere
    4. La fascistizzazione statale e la costituzione del regime totalitaristo
    5. L'antifascismo e la repressione dell'opposizione
    6. Questo processo risponde a diverse motivazioni
    7. L'imperialismo fascista
    8. Fascismo e Nazismo
    9. Il fascismo nella guerra
    10. La Repubblica di Salo e il crollo del fascismo mussoliniano
    11. L'atteggiamento del popolo italiano

Résumé de la fiche de lecture

Il ricordo del fascismo e dei suoi metodi antidemocratici è sempre vivo in Italia.
La storia italiana è compless a: un’unità tardiva e difficile a perennizzarsi tra l’altro per via del divario ricorrente fra il Mezzogiorno e il Nord, una ricerca permanente di identità, il fenomeno mafioso e soprattutto il fascismo. Quest’ultimo ha notevolmente sconvolto la mentalità italiana e ha fatto l’oggetto di molti studi. Questo fenomeno fascista sembra tradurre una domanda fondamentale : unificare una società e dare agli italiani il sentimento di appartenere a una patria commune. I mezzi usati per raggiungere questi scopi sono sempre gli stessi: istituzioni, la dialettica politica, la politica estera o ancora la cultura. Lo studio di questo periodo fascista rimane oggi indispensabile, tra l’altro per trasmettere la brutalità e il male dello Stato mussoliniano ma anchè di tutte le ideologie estreme.
In Italia, Renzo De Felice (1929-1996) è visto come il maggiore storico del fascismo e di Mussolini. Ha insegnato alla Sapienza di Roma. Ma è divenuto famoso in un periodo durante il quale la storiografia era influenzata dalla Liberazione e dal ruolo dei partigiani durante l’infausto Ventennio. Infatti, De Felice ha voluto essere obiettivo e dunque superare tutte le visione sformate dalle ideologie diverse. E la ragione per cui, è considerato come “il Francois Furet” di Le passé d’une illusion. Oggi, otto anni dopo la sua scomparsa, è riconosciuto per il rigore e l’originalità della sua ricerca e la sua opera costituisce un riferimento indispensabile.
I suoi libri hanno sboccato su molte polemiche, tra l’altro sul fatto che ha denunciato l’idea di una Resistenza in massa, unanime. Infatti, rifiutando questa visione idealizzata, preferisce parlare di un attendismo notevole e di una popolazione soprattutto preoccupata dalla sua sopravvivenza e pace.
De Felice spiega dunque le ore nere del suo paese provando di mettere a male tutti gli stereotipi di questo periodo. Quindi, nel libro Breve storia del fascismo, non da un’interpretazione classica del fenomeno fascista.
Questo studio si concentra soprattutto sulla vita politica di quell’epoca e sul Duce, nello scopo di mostrarci come il fascismo fu il risultato di una storia e cultura speciale. De Felice evoca tra l’altro la natura del totalitarismo fascista con i suoi aspetti rivoluzionari e fa un paragone fra quello e il suo fratello: il nazismo.
E la ragione per cui vedremo in quel modo Renzo De Felice approda un fenomeno notevole e gravissimo del ventesimo secolo: il fascismo. Infatti, vedremo la fascistizzazione dello Stato italiano, il fascismo al potere, l’antifascismo, il fascismo nella guerre prima di analizzare la sua scomparsa che significava la liberazione del popolo italiano di vent’anni di oppressione e di nero.
Finalmente, studieremo l’antifascismo, attraverso il libro di De Felice ma anche analizzando un brano del romanzo Vino e Pane, scritto dal famoso Italo Calvino.



[...] Su quell’idea, De Felice sottolinea il fatto che Mussolini non poteva a quel periodo permettersi di insistere sulla “tendenzialità” republicana, sia per non turbare i diversi equilibri del fascismo, sia per non alienarsi le simpatie di un esercito per il quale il giuramento di fedeltà al re è inderogabile. In più, è da notare che durante la fase preparatoria della Marcia su Roma, le incertezze rispetto all’atteggiamento dell’esercito hanno sboccate su una campagna di sensibilizzazione condotta dai fascisti nello scopo di guadagnare almeno la neutralità di quello, anzi il suo appoggio. [...]


[...] Evocando gli accordi di Monaco del 30 settembre 1938, De Felice spiega che questi ultimi rappresentano “l’ultima ripeopozione del vecchio refrain del peso determinante ( . ) ormai, la scelta era solo tra la neutralità o l’affiancamento a un alleato più forte”, cioè la Germania, con la quale si ricerca parentele ideologiche che si esprimono nel Patto d’acciaio firmato dai due regimi il 22 maggio 1939. Quest’accordo afferma la solidarietà dell’Italia e della Germania nella conquista dello “spazio vitale”: “l’asso del male” è istituito dopo molte complesse trattative. [...]


[...] Quindi, De Felice evoca leggerezza e l’approssimazione nella preparazione della campagna di Grecia” e il fatto che “all’interno, alle ilusioni di una campagna breve e vittoriosa si sarebbero ( . ) sostituiti l’insoddisfazione per i mancati successi, la delusione e il risentimento per le sconfitte in Grecia e in Africa ( . All’estero, gli insuccessi delle armi italiane avrebbero indotto inglesi e americani a vedere nell’Italia il “ventre molle” dell’Asse.” De Felice distingue nell’intervento italiano il periodo prima della campagna greca e un’altro dopo questa sconfitta. [...]


[...] Un altra tappa della costituzione dello Stato totalitario è la riforma della rappresentezza politica del 16 marzo 1928. La fascistizzazione dello stato è al suo apogeo tra il 1925 e il 1929 e finalmente permette di assicurare tutto il potere al fascismo e di ammazzare la democrazia. L’antifascismo e la repressione dell’opposizione De Felice sottolinea l’importanza delle leggi del novembre 1926, che sembrano essere nella continuità del discorso di gennaio 1925. Queste leggi stipulano l’istituzione di un Tribunale speciale la difesa dello Stato” o piutosto per intraprendere una caccia feroce agli opponenti. [...]


[...] Quindi, nel libro Breve storia del fascismo, non da un’interpretazione classica del fenomeno fascista. Questo studio si concentra soprattutto sulla vita politica di quell’epoca e sul Duce, nello scopo di mostrarci come il fascismo fu il risultato di una storia e cultura speciale. De Felice evoca tra l’altro la natura del totalitarismo fascista con i suoi aspetti rivoluzionari e fa un paragone fra quello e il suo fratello: il nazismo. E la ragione per cui vedremo in quel modo Renzo De Felice approda un fenomeno notevole e gravissimo del ventesimo secolo: il fascismo. [...]

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A propos de l'auteur
Stéphanie F.
Etudiante
Niveau
Expert
Etude suivie
sciences...
Ecole, université
IEP, Paris
A propos du doc
Date de publication
27/08/2007
Langue
italien
Format
.doc
Type
fiche de lecture
Nombre de pages
10 pages
Niveau
expert
Consulté
0 fois
Validé par
le comité Oboulo.com
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